BlockChain: una nuova rivoluzione tecnologica?

La blockchain è un sistema che permette la certificazione di un determinato “evento” in modo decentralizzato, sicuro e immodificabile.
Addentriamoci in questi concetti. Non esiste un singolo ente che certifica un determinato “evento” come può essere la transazione monetaria tra due utenti, questo è demandato a tutta la rete che partecipa alla blockchain (concetto di decentralizzato): ogni utente che ha il proprio PC connesso alla blockchain lo mette a disposizione per verificare la transazione, a seguito della risoluzione di un algoritmo matematico che aumenta di difficoltà ogni X risoluzioni, certifica la transazione e la aggancia alla blockchain, creando così una vera e propria “catena di blocchi di verifiche” in cui ogni blocco è cifrato (concetto di sicurezza) e ogni blocco certifica a sua volta il precedente (concetto di immodificabile).

La blockchain è decisamente più complessa della spiegazione sopra riportata, ma per capire che la potenzialità della blockchain va ben oltre al BitCoin e alle criptovalute ritengo sia più importante comprendere il concetto di massima piuttosto che il funzionamento nel dettaglio.
La blockchain verrà utilizza e implementata in una moltitudine di processi e sistemi che oggi utilizziamo giornalmente, ma che domani, grazie a essa, diventeranno obsoleti, lenti e insicuri (molti lo sono già oggi).
Vediamo alcuni esempi.

Pensiamo ai contratti e alla compravendita di immobili. Potremmo vendere la nostra casa a un soggetto terzo, firmando il contratto tra le parti e certificandolo su una blockchain. Questo vorrebbe dire firmare ognuno da casa sua, senza andare da un notaio, avendo la sicurezza della validità e immutabilità di quel contratto. Da qui a pagare anche la casa con le criptovalute abbinate alla blockchain del contratto il passo è semplice.
Pensiamo al sistema di voto. Ognuno potrebbe votare da casa sua, con la sicurezza che il proprio voto non venga manipolato o modificato, evitando la possibilità che qualche malintenzionato possa aiutare un candidato immettendo nella rete qualche migliaia di voti finti. Si potrebbe aggiungere anche una donazione per aiutare il partito, evitando tutte le raccolte fondi di cui non si ha la reale visibilità.
Pensiamo all’Agrifood. La filiera di produzione di un vino o di un prodotto alimentare sarebbe certificata dall’inizio alla fine, magari si potrebbe aggiungere anche il pagamento del bene. Oppure riflettiamo su tutta la burocrazia necessaria per il passaggio di un bene dalla dogana, con la blockchain avverrebbe velocemente, sarebbe certificato e si potrebbe abbinare direttamente ai dazi doganali.

Concludendo.

Adesso siamo pronti per rispondere alla domanda che avevo fatto nel mio precedente articolo: i concetti di criptovaluta e blockchain sono inscindibili? La risposta ovvia è no, con la blockchain posso trattare centinaia di migliaia di aspetti anche senza parlare di cripto.
E se pensiamo agli esempi sopra, ci sono veramente tanti punti a favore dell’abbinare una criptovaluta a qualsiasi blockchain venga creata; d’altronde non c’è criptovaluta senza Blockchain, ma sarebbe nata la blockchain senza il concetto di criptovaluta? È un po’ come chiedersi è nato prima l’uovo o la gallina? Non lo sapremo mai.

Paolo Ferrari
paolo@mon-k.com

Graduated in Information Technology, he has a twenty-year experience in data protection, information technology and cyber security. He worked at various Italian companies in the field of Networking & Security, covering both technical and managerial roles. His whole professional activity has been driven by the passion for innovation, technology and entrepreneurship, and this resulted in the participation and contribution to start-up projects and entrepreneurial activities. LumIT SpA and Mon-K Data Protection are the most relevant examples.

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